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Ciao bbello, inizia una nuova avventura. Il direttore d'orchestra sarò io, un piccolo sognatore che crede ancora che la vita vada vissuta a pieni polmoni e cercando la piena dignità dell'uomo! Proverò a farvi riflettere, sorridere, piangere, incavolare e cercherò di farvi respirare, toccare, immaginare una vita nuova, la vita che cerco e sogno. A voi decidere se volete seguirmi! Per cui... Engine start... 3... 2... 1... GO!!!

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giovedì, 08 maggio 2008

BERLUSCONI IV

Che delusione!
E' arrivato il IV governo Berlusconi e non c'è nemmeno un cattolico, strenuo difensore dei valori a noi cari (per non parlare poi invece delle persone che ci sono...e che "attendo" al varco).

E' un governo pieno di ex-comunisti-radicali (Bondi, Maroni, Vito) o di ex-socialisti (Frattini, Berlusconi, Sacconi) o di gente poco raccomandabile (Prestigiacomo, Calderoli, Bossi).

Sinceramente il buon Berlusconi, almeno dal punto di vista NOMI, mi sembra abbia deluso chi, come noi, si aspettava scelte più coraggiose e più inclini alla difesa-salvaguardia-sviluppo della vita e della famiglia. In una situazione in cui occorre AGIRE per riportare al centro della scena politica i temi eticamente sensibili, NON c'è una persona nel governo del Paese in grado di farlo da posizioni chiaramente cattoliche. Per non parlare poi dei nomi che si fanno per il sottosegretario al Welfare con delega alla Sanità: in tal senso si è espresso ieri Mario Mauro sulle colonne del Foglio. http://www.ilfoglio.it/soloqui/243

Allora i nodi vengono al pettine e si capisce il perchè del rifiuto a Ferrara (e a Casini): a Berlusconi i "cattolici" stanno sulle scatole, a meno che non siano un pò supini alle sue idee. Vuole decidere tutto lui e qs cattolici così duri e puri e fermi sui loro valori non-negoziabili, gli rompevano le uova nel paniere: Formigoni si è bruciato per qs!

E' un analisi a caldo, la mia, che spero venga smentita in questi 5 anni di Governo Berlusconi.

So perfettamente che un Governo Veltroni non avrebbe combinato di meglio, anzi magari avrebbe messo dei "cattolici adulti" più dannosi, ma rimane che la prima prova di chi ha chiesto apertamente il voto utile (attirandosi quello dei cattolici) per contrastare le sinistre -con tutto ciò che ne consegue- non mi è piaciuta. E che fossero veramente Ferrara e Casini la NOSTRA alternativa?

Voi che ne pensate?

HASTA LA VIDA SIEMPRE

postato da: Rusesabagina alle ore 09:58 | link | commenti
categorie: editoriali
mercoledì, 30 aprile 2008

l'aborto ed il dramma della povertà

Piccolo commento prima di riportarvi la lettera (presa da Repubblica.it) di una donna che a causa delle povere entrate economiche in casa, ha deciso di abortire -notare che parla di "mio figlio" non di "embrione", se non quando racconta della ecografia!

Mi sembra che di questi drammi ce ne siano parecchi in qs Italietta che ci siamo costruiti: anzi forse il maggior numero di aborti si verifica a causa della povertà o del rischio che questa arrivi a seguito di licenziamenti, molto frequent iquando un capo scopre che la propria dipendente è incinta. E qs drammi non si risolveranno solo applicando Bonus bebè o quozienti familiari vari, ma affermando culturalmente, socialmente, politicamente che alla base di una nazione c'è la famiglia e che nel futuro di una nazione ci sono i FIGLI, i bambini che quindi vanno fatti nascere e crescere nelle condizioni migliori -il che significa anche asili, scuola, strutture di assistenza sociale se disabili!

Quando Ferrara, nella campagna elettorale, affermava di essersi rotto di passare i giorni a parlare di ICI, bollo auto e Ponte sullo stretto, e che era ora di parlare del futuro dell'Italia, non faceva altro che segnalare questa EMERGENZA: l'Italia con questa politica e questa cultura sta segando il ramo sul quale è seduta.

Adesso qs lettera: nulla di nuovo -scusate il cinismo! Nulla di nuovo ma non strumentalizziamo il dramma di qs donna e, soprattutto, di questo bambino che verrà ucciso per povertà -siamo arrivati al "mors tua, vita mea": che non si alzino i radicali di turno ad urlare "abbiamo ragione, nessuna donna abortisce con leggerezza e davanti a qs drammi l'aborto deve essere più libero" nè tanto meno i destrorsi a dire "Prodi ci ha portato a qs drammi".

Rimbocchiamoci le maniche e, senza inutili polemiche, ridiamo linfa a qs cavolo di Italia allo sbando!

HASTA LA VIDA SIEMPRE


PS: oggi il ministro Turco, come ultimo atto del suo poco luminoso operato, ha dato il via alla nuova deriva eugenetica, abrogando il divieto di diagnosi pre-impianto degli "embrioni" -FIGLI- creati in laboratorio: quindi adesso non solo i figli ce li facciamo in laboratorio, ma se ci accorgiamo che sono venuti male, li buttiamo nel cestino... seguirà commento...

Egregio Presidente,
sono incinta. Egregio Presidente, ho quasi trent'anni, ho un lavoro, sono sposata e sono incinta. Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!! Nonostante la mia non fosse una gravidanza programmata, l'aver scoperto di essere positiva al test mi ha dato un'emozione bruciante, una felicità incontenibile. L'idea di aver concepito un figlio con l'uomo che amo è qualcosa di così forte ed intimo che è impossibile da spiegare.

Ad ogni modo la mia gioia non ha visto la luce del giorno dopo. Ben presto la ragione, come spesso accade, ha preso il posto del cuore e mi ha schiaffeggiata forte, come si fa per scacciare in un colpo una forte sbronza.

La verità, mio caro Presidente, è che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti "lavoretti" che definire umilianti e sottopagati è dir poco; ebbene dopo tutto ciò, ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese.

Per trovare questo lavoro qualche anno fa ho rinunciato a portare a termine la mia carriera universitaria. Nonostante il profitto fosse elevato e la mia media superasse il 29, dissi addio ai miei studi e al mio praticantato da giornalista. Quest'ultima rinuncia fu per me la più dolorosa perché la verità è che, seppur i miei compiti di neofita fossero praticamente identici a quelli di un professionista, non ho mai riscosso neppure un centesimo dal quotidiano locale per il quale scrivevo. Il lavoro era splendido, ma non si può vivere solo di passione.

Purtroppo la vita mi mise di fronte ad una scelta. Mi ero innamorata e desideravo vivere insieme al mio compagno, quindi, o perseguivo la mia ambizione, che mi imponeva però di gravare ancora sulle spalle della mia famiglia, oppure spiccavo il volo e mi rimboccavo le maniche accettando qualsiasi tipo di occupazione che mi garantisse un reddito, dandomi la possibilità di coronare il mio sogno d'amore. Scelsi la seconda strada. Scelsi l'amore! Scelsi l'amore e glielo assicuro, Signor Presidente, non c'è stato un giorno, da allora, in cui io me ne sia pentita!!!

Ora però è diverso...!

Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; oppure andare su quel lettino d' ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!! Non importa se ce ne saranno altri dopo di lui... Il mio bimbo non tornerà più!! Non tornerà mai più!!!! Ma questa è la vita!! Giusto, Signor Presidente???

Si, questa è la vita!!! Qui non c'è nessuno che ti tende una mano, nessuno che ti aiuti quando hai veramente bisogno!! E per favore, mi risparmi banalità del tipo: "Dove si mangia in due, si mangia anche in tre!!".

Mi risparmi la retorica, perché è l'ultima cosa di cui ho bisogno. Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un'altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell'assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché "se c'è l'amore c'è tutto", io chiedo a queste persone: "Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???"

Credo di no, Signor Presidente!! Credo proprio di no!!!!! Comunque è inutile arrovellarsi su dubbi e domande che non troveranno una risposta e che, già lo so, continueranno a tormentarmi e ad attanagliarmi l'anima per sempre!!!

Ma c'è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE', per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE?????????


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postato da: Rusesabagina alle ore 11:51 | link | commenti
categorie: il caffè del mattino
lunedì, 28 aprile 2008

ed il botto è fatto!

...ed infine anche Roma è caduta!

Alemanno è il nuovo sindaco di Roma.

Non avendo seguito nello specifico la campagna elettorale per l'elezione del sindaco di Roma, non so che pensarne. Starei però "tranquillo" se fossi nel centrosinistra. Dopo 16 anni di governo cittadino è normale che l'elettorato decida di cambiare: c'è sempre qualcosa che non và e qualcosa da migliorare e, dopo 16 anni, il cittadino pensa sempre che cambiare possa essere una soluzione.

Direi che può essere anche salutare perdere una città governata da 16 anni ininterrottamente: serve per cambiare aria, aprire le finestre e fare entrare idee nuove e programmi innovativi, da entrambe le parti in gara.

Ciò detto, però, mi dispiace per Francesco Rutelli che mi sembra una persona seria e ancor di più mi dispiace perchè sarò costretto a vedere la faccia gongolante del Berlusca per i prossimi mesi.

Comunque NON HANNO PIU' ALIBI, adesso! Hanno quasi tutto in mano gli uomini del centrodestra: governino e tra 5 anni ci si vede e si faranno i conti.

HASTA LA VIDA SIEMPRE

postato da: Rusesabagina alle ore 18:45 | link | commenti
categorie: hot news
lunedì, 21 aprile 2008

ad una settimana dal voto!

Siamo ad una settimana dalla esorbitante vittoria di Berlusconi alle elezioni.

Contrariamente ad ogni previsione sondagistica, il nostro Mr.B ha sbaragliato tutti arrivando ad una maggioranza stabile anche al Senato.

A mio modo di vedere ha vinto per le seguenti mosse:

- ha battuto il ferro caldo di TASSE e IMMIGRAZIONE: gli elettori non hanno ritenuto il PD credibile su questi fronti, sebbene l'assenza della S.Arcobaleno poteva garantire maggiori margini di manovra, così si sono tuffati su PdL, chi riteneva la questione tasse prioritaria, sulla Lega, quelli che propendevano per la questione immigrazione.

- ha capito, ancora una volta, l'aria che tirava: in questa situazione di profonda crisi gli italiani, come tutti i popoli del mondo, hanno guardato a ciò che ritengono più indifeso e più debole, bisognoso di maggior tutela. In Italia gli italiani hanno pensato che ci sia da difendere, innanzitutto, il proprio STATUS, il proprio portafogli, la propria famiglia. Mr.B. ha dato una immagine più credibile e più ferma: in un periodo di mareggiata, lui è parso il capitano coraggioso che guida tutti fuori!

- ha mollato l'Udc: in effetti la scommessa ha pagato! Mollare Casini ha dato agli elettori l'idea di uno schieramento più compatto e arcigno e poco incline ai compromessi. Il rischio, d'altro canto, era anche abbastanza sotto controllo perchè l'unica regione in cui l'assenza di Casini poteva pesare era la Sicilia... ma anche lì Mr.B. ha fatto filotto!

- l'assorbimento di AN nel PdL, e la scarsa presenza dei suoi gran capi alle tribune elettorali, ha fatto sì che, soprattutto al Nord, non si percepisse il peso e l'immagine di un partito prettamente romanocentrico e statalista come AN.

- i toni soft hanno fregato Veltroni: adottando quella strategia e non cercando lo scontro "fisico" con Berlusconi non ha fatto esplodere le contraddizioni interne allo schieramento avverso (e le diatribe di questi giorni sulla composizione ministeriale ne sono un esempio) e le difficoltà invece proprie di Berlusconi: perchè non battere, ad esempio, sul fatto che l'esperienza di Governo Prodi era stata molto breve -ed in una situazione economica mondiale molto critica- mentre che Berlusconi, nei 5 anni passati, aveva potuto governare tranquillamente e poco aveva fatto? Perchè non parlare di politica estera -soprattutto Europa- mettendo in difficoltà il PdL per le posizioni anti-europeiste della Lega? Perchè non alzare i toni per una battaglia sulla giustizia e contro la criminalità organizzata? Insomma penso che abbassare i toni e tenere un profllo basso sia costato a Veltroni, io penso soprattutto perchè ha dato l'impressione di lui fosse un capitano con poco mordente! Le truppe vanno incoraggiate e riscaldate anche con discorsi ed atteggiamenti da "Gladiatore"!

- Veltroni ha perso voti al centro: i voti di molti cattolici si sono persi, a favore dell'Udc, per gli atteggiamenti equivoci nei confronti dei temi eticamente sensibili. Non parlarne, per Veltroni, è stata una strategia protezionista, anti-crack interno, ma forse il buon Walter dovrebbe allora domandarsi se, visto che un 2-3% di elettorato cattolico gli ha voltato le spalle, non sia forse meglio CAMBIARE la linea del partito. Un esempio su tutto: difesa dei DEBOLI -dal concepito, all'anziano, al malato terminale- contro ogni violenza e strumentalizzazione. In questo senso, sbagliatissima la mossa di imbarcare i Radicali: faccia Veltroni il conto di quanti ne ha persi e quanti ne ha guadagnati, di voti, avendo arrulato Bonino & co. che sulle questioni etiche sono quanto di più ASSURDO esista sullo scenario politico.

- ho sentito, ad ANNOZERO, dire che gli italiani sono ignoranti ed hanno votato Berlusconi per questo. Un paio di cosette su qs idea che l'architetto Fuskas ha tanto urlato: 1) se il Pd parte da qs assunto, perderà le elezioni per 30 anni di fila. 2) non è vero che per Lega e PdL hanno votato solo le fasce più disagiate e a minor tasso di cultura... al Nord dove maggiore è la scolarizzazione Mr.B. ha fatto sfacelli. 3) Fossero anche ignoranti quelli che hanno votato Mr.B. evidentemente Walter non ha saputo parlare in modo chiaro e convincente alla parte più debole del paese, che poi è la parte più in crisi in qs momento e la quale ha maggior bisogno di certezze.

Per cui, a mio modo di vedere, Veltroni a completamente cannato la campanga elettorale!

Riflessione a parte merita il concetto del voto utile, che ha lasciato morti e feriti sul campo.
Infatti sotto lo spauracchio del voto boomerang, i grandi soggetti sono stati il catalizzatore dei voti di chi non voleva che il leader della parte avversa andasse a Palazzo Chigi. Così l'apparentameno ha giocato bene a Lega e IdV che hanno fatto la parte dei duri e puri all'interno dei propri schieramenti, senza vedere intaccata le loro chance di vittoria. Ed il NON apparentamento ha distrutto la Lista Pazza di Ferrara! Nell'urna molti, che pur avevano speso parole entusiastiche per la Lista Pazza, si sono spostati sul PDL o l'UDC nel timore di favorire, con il voto ad una lista piccola, Veltroni e la sua truppa. Non è stata l'idea ad essere perdente, ma il mancato aggancio alla coalizione di centro-destra. A mio modo di vedere se ci fosse stato l'apparentamento, Ferrara avrebbe eroso non pochi voti al PDL, non andando però ad intaccare la vittoria finale del Cavaliere.

Detto ciò, adesso vediamo cosa tira fuori dal cilindro il Cavaliere Mascarato! La prima mossa non è stata, a mio parere, positiva: affidare a Maroni il ministero degli interni è mossa azzardatissima, altamente rischiosa. Il Ministero degli Interni necessita di un politico navigato, con in dote tanto buon senso, non solo fermezza: avrei visto moooolto bene un ritorno di Pisanu, Formigoni, Alemanno -se non gli va bene la corsa a Sindaco-. Unica cosa per cui Maroni potrebbe fare bene è la lotta senza quartiere alla Mafia... ma chissà se gliela lasceranno fare (visto che il ministro della giustizia in pectore è tal avv. Bongiorno, difensore di tanti mafiosi!).

Aspettiamo cmq la lista dei ministri, che arriverà verosimilmente verso metà maggio, per esprimere giudizi più ponderati.

HASTA LA VIDA SIEMPRE

PS: per distrarvi godetevi questa [senti come poma il PIPPERO]

postato da: Rusesabagina alle ore 14:31 | link | commenti
categorie: editoriali
martedì, 15 aprile 2008

che palle!!!

... non tanto perchè Berlusconi è tornato al Governo...
... non tanto perchè la Lega è diventata fortissima ...
... non tanto perchè la Sinistra Arcobaleno non esiste più in Parlamento ...
... non tanto perchè in Sicilia ha stra-vinto Lombardo...

... quanto perchè non ci sono state, in Italia, 4 persone su 100 che abbiano avuto le palle per scommettere sulla Lista pazza! Più del desiderio e la pazzia di vedere una così bella battaglia coronarsi con un gruppetto di crociati in Parlamento ha potuto la paura di trovarsi il PD al governo di nuovo. Italiani cagasotto!

HASTA LA VIDA SIEMPRE... e la lotta continua

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postato da: Rusesabagina alle ore 15:06 | link | commenti
categorie: editoriali
venerdì, 11 aprile 2008

Una sola parola: ASSASSINI!!!

Dal Foglio di venerdì 11 aprile

Così uccisi un bimbo Down

“Aveva due mesi, si scelse il soffocamento. Il primo tentativo fallisce, allora gli abbiamo messo sul viso un sacchetto di plastica”. Testimonianza uscita su Le Temps Modernes, la rivista di Sartre, nel 1974. Non successe nulla

Tra i molti meriti dell’ultimo libro della storica e femminista Anna Bravo, c’è quello di aver riportato alla memoria un episodio estremo ma significativo di come il rifiuto del limite, variamente teorizzato negli anni dei movimenti, abbia partorito mostruosità. La vicenda alla quale la Bravo ha deciso di dedicare un intero capitolo del suo “A colpi di cuore. Storie del Sessantotto”, appena uscito per Laterza, è quella dell’uccisione casalinga di un bambino Down, decisa e realizzata dai genitori e dai loro amici più stretti. Raccontata nei dettagli (si può dire rivendicata) dai protagonisti, nascosti dietro semplici iniziali, apparve sul numero di aprile-maggio del 1974 di Les Temps Modernes, la rivista di Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e Claude Lanzmann. Era un numero speciale del bimestrale, che presentava testimonianze di donne, scritte “perché nessuna faccia più la loro stessa esperienza” e collocate in una sezione intitolata molto sartrianamente “Désires-Délires”. Desideri e deliri presentati senza alcun commento, se non quello implicito nell’assenza di qualsiasi commento. Storie politicamente esemplari, da cui trarre lezioni e indicazioni ideali e di lotta. Dell’infanticidio non si parla né nella post fazione al fascicolo, né nella presentazione, affidata a Simone de Beauvoir. La quale si augura solo che la rivista “semini turbamento”.
L’assassinio del bambino, un neonato di due mesi che era stato appena consegnato ai genitori dopo un periodo passato nell’incubatrice, è, scrive Anna Bravo, “eseguito con la partecipazione di tutti, studiato ‘tecnicamente e tatticamente’ perché sia un delitto perfetto”. C’è qualche tentativo di informarsi su terapie che non esistono, c’è l’amica che consiglia di usare l’anestetico e di cercare un medico disposto a firmare il certificato di morte (“il bambino non soffrirebbe e noi non avremmo corso alcun rischio dal lato giustizia”).
Tutti i medici rifiutano, e allora si sceglie il soffocamento. Il primo tentativo, fatto con un cuscino e delle coperte, fallisce. Scrivono i congiurati su Les Temps Modernes: “All’alba non era ancora morto, respirava tranquillamente nel suo fagotto. La notte aveva strillato spesso ma non era mai l’ultimo pianto. Allora abbiamo aperto il fagotto nel quale dormiva e gli abbiamo messo sul viso un sacchetto di plastica; è stato necessario tenerlo ben stretto e controllare che tutto finisse come doveva. E’ morto soffocato quasi immediatamente”. Doveva essere ucciso e allora “lo si è fatto insieme, eravamo tristi ma sicuri di essere nel giusto. Non abbiamo commesso un delitto, abbiamo fatto soltanto una cosa necessaria”. Necessaria perché un medico non ha voluto sentir parlare dell’amniocentesi, un altro ha rianimato il bambino in sala parto anche se c’era la certezza che fosse Down, altri medici si sono rifiutati di sopprimerlo. L’esperienza da cui si dice di voler proteggere “le altre donne”, commenta Anna Bravo, non è dunque “l’uccisione del figlio, è la necessità di farlo in prima persona. Infatti si chiede a ‘quelli che hanno la competenza tecnica e il potere giuridico per farlo impediscano a di neonati mongoloidi di vivere in piena coscienza, piuttosto che chi si trova a vivere con un bambino sia obbligato (corsivo della Bravo) a ucciderlo, a lasciarlo in un istituto, a diventare genitori anormali di bambini anormali’. Lo stato è messo sotto accusa per mancata politica eugenetica”.
Una storia atroce, per la quale non basta  evocare l’infinita catena che va da Medea agli infanticidi per miseria o a quelli per follia. Una vicenda, dice Anna Bravo che “sta fra la Cina e il Terzo Reich”. C’è il rifiuto della creatura sbagliata (in Cina sono sempre sbagliate le femmine, abortite o soppresse alla nascita) e c’è anche la convinzione di essere nel giusto, “per Hitler il diritto a un popolo superiore, per la madre a avere un figlio ‘normale’”. C’è soprattutto quel ripugnante ricorso a giustificazioni sedicenti politiche da parte degli assassini, i quali si applicano a spiegare che “i mongoloidi” non sono degni di vivere perché mai avranno “la possibilità di rivoltarsi, di lottare per vivere meglio, perché nascendo sono totalmente dipendenti da chi se ne prende cura e tali resteranno”.
E’ qui che la vicenda, che di per sé non è figlia né del femminismo né di altri movimenti, dice Anna Bravo – ma semmai rimanda “in parte a una mai morta concezione proprietaria della maternità” – rivela “tristissimi incroci fra il rivoluzionarismo e il mondo contro cui si pensa di lottare… a cominciare dal richiamo alla politica, dove tutto è gerarchizzato: vite stroncate ingiustamente contro vite ingiustamente create; la possibilità di lottare come condizione per vivere; il collettivo come fonte di legittimazione superiore all’assunzione della responsabilità personale”. E poi c’è il primato del desiderio, il mito dell’autonomia che si stravolge “nell’orrore della dipendenza, mentre sparisce il limite come argine all’ideologia secondo cui senza una gloriosa integrità non vale la pena di stare al mondo”. Non manca nemmeno l’appello alla compassione. Scriveva la madre assassina: “Sì, ti amavo, piccolo mio, quando ti guardavo dietro i vetri del reparto prematuri; poi quando ti abbiamo portato a casa, ti sono stata accanto giorno e notte sapendo in ogni momento che il solo atto d’amore che potevamo fare per te, per noi, per la vita, era darti la morte, e potevo vivere questo amore e questa determinazione quasi con serenità perché non ero sola, perché eravamo in tanti a volere la stessa cosa”.
Dopo la pubblicazione di quella testimonianza su Les Temps Modernes, non succederà assolutamente niente. Non se ne parlerà sui numeri successivi né altrove, nulla accadrà nemmeno alla ripubblicazione in un libro di quello e degli altri racconti di vita vissuta di “Désires-Délires”, un anno dopo. Nessuno commenterà mai la vicenda. Di quel macigno, conclude Anna Bravo, si è avuto paura. Si è avuto paura di riconoscervi l’atto di guerra “dei grandi/ sani/ uniti contro l’imperfetto/ piccolo/ solo”.


postato da: Rusesabagina alle ore 17:34 | link | commenti
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giovedì, 10 aprile 2008

Rosy sta a cattolico come io sto all'Inter?

piccola lettera del Giulianone nostro a Rosy Bindi. HASTA LA VIDA SIEMPRE

Libertà di aborto? No, grazie. Giuliano Ferrara scrive a Rosy Bindi

Lettera a Rosy Bindi di Giuliano Ferrara sul tema dell'aborto. Il candidato premier di Aborto? No,grazie scrive: "Lei ha detto a Firenze che ci sono due libertà, quella di abortire e quella di coscienza dei medici che non collaborano. E ha aggiunto che vanno rispettate entrambe. Non so se la sua affermazione sia cattolica, so che non è giusta da un punto di vista laico. Nel nostro paese, grazie alla legge 194 del 1978, il diritto riconosce la possibilità di interrompere volontariamente una gravidanza a certe condizioni e soltanto nelle strutture pubbliche, allo scopo di arginare l'orrendo fenomeno dell'aborto clandestino". Ferrara aggiunge: "Che un ex ministro cattolico della Sanità e della Famiglia predichi la libertà di aborto, con un lapsus moralmente indifferente che in questi trent'anni ha ridotto a idolo libertario questa pratica arcaica e oscurantista di dare la morte a un essere umano concepito, è molto peggio di qualisasi pomodoro, fumogeno, uovo o sedia tirato sulle mie manifestazioni. Io vado avanti, lei si cerchi un direttore spirituale".


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postato da: Rusesabagina alle ore 00:42 | link | commenti
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mercoledì, 09 aprile 2008

ma loro non conoscono mia moglie...

riporto articolo da corriere.it

Alla ricerca del cibo perduto

Ciascun italiano butta via ogni anno 584 euro di alimenti. C'è chi li recupera e li porta a chi ne ha bisogno

MILANO – Nelle discariche italiane finiscono ogni giorno ben 4 mila tonnellate di avanzi ancora consumabili. Non solo: nel corso del 2008 ogni italiano produrrà qualcosa come 27 kg di avanzi di cibo, che corrispondono a 584 euro buttati, se si calcola il costo del cibo sprecato. Secondo alcune stime, finiscono nel pattume il 15% del pane e della pasta, il 18% della carne e il 12% della frutta e verdura che gli abitanti del Belpaese acquistano quotidianamente (dati contenuti nel rapporto 2007 della Siticibo). Ma non ci sono soltanto gli scarti che finiscono direttamente nei cassonetti o nei raccoglitori dell'umido. C'è anche da chiedersi che fine fanno per esempio gli yogurt dal bancale del supermercato non ancora scaduti. Oppure le lasagne non consumate di un ristorante, di una mensa scolastica, o i mandarini invenduti dell'ortolano all'angolo. E le casse di verdura con ortaggi leggermente ammaccati del supermarket.

RECUPERO DEL CIBO SPRECATO - Cosa c'è dietro alle quinte dei magazzini della grande distribuzione? Dove finiscono tutti gli scarti, gli alimenti non ancora scaduti, ma tolti dal commercio per gli errori più svariati e grossolani, come il cambiamento del packaging, errori di trascrizione delle etichette, misure non conformi alla vendita, vicinanza della data di scadenza ecc...? Una risposta l'hanno provata a dare alcune organizzazioni che hanno fatto del recupero del cibo ancora utilizzabile la loro missione. Cibo che, anziché finire in discarica, grazie al loro contributo finisce dove ce n'è maggiore bisogno, ad esempio nei refettori pubblici o presso enti caritatevoli. «Non c'è dubbio che con un po' più di coscienza etica si potrebbe trasformare l' avanzo in risorsa e lo spreco in sviluppo sostenibile» dice Giuliana Malaguti, responsabile del progetto Siticibo di Milano.

BANCO ALIMENTARE - Una delle realtà consolidate in questo campo è il Banco Alimentare, uno dei promotori verso il Parlamento di quella che oggi è comunemente conosciuta come la legge del Buon Samaritano, vale a dire la normativa che disciplina la distribuzione dei prodotti alimentari ai fini della solidarietà sociale. «Nel 1989 è nato il Banco Alimentare Onlus grazie alla grande intuizione del presidente della Star, Danilo Fossati, e di don Giussani – dice ancora Malaguti –. L'idea di partenza è stata che con i 6 milioni di tonnellate di alimenti scartati ogni anno in Italia si potrebbe riuscire a sfamare 3 milioni di persone. Dal dicembre del 2003 al 2007 abbiamo servito qualcosa come 340.500 porzioni di piatti pronti, 186 tonnellate di pane, 194 tonnellate di frutta agli enti caritatevoli». I numeri del successo del Banco alimentare, sono la risultanza di un lavoro mastodontico partito con Siticibo nel dicembre di cinque anni fa. «Non potrò mai dimenticare quel 2 dicembre del 2003 – racconta Giuliana Malaguti - quando siamo partiti per la prima raccolta degli avanzi di cibo cotto. Accompagnati dall'autista di un furgoncino, un volontario albanese, siamo andati a ritirare 3 crocchette e 1 cotoletta alla milanese».

IL PROGETTO LAST MINUTE MARKET - Se a Milano il Banco Alimentare è una certezza acquisita, da Bologna arriva un'altra risposta alla riconvertibilità della eccedenza alimentare, grazie ad uno studio scientifico che si è concretizzato nella realtà. «La richiesta di cibo è potenzialmente infinita – spiega il professor Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria di Bologna e ideatore del progetto Last Minute Market" – e solo nel 2007 abbiamo "salvato" 283 tonnellate di rifiuti, al lordo degli imballaggi, oltre a beni alimentari ancora perfettamente idonei al consumo, riuscendo ad offrire gratuitamente 504.671 pasti, sostenendo così l'alimentazione di 2.206 persone». La prima pietra del progetto LMM è stata posata nel 1998. Il Last minute market permette il recupero dei prodotti alimentari invenduti, ancora idonei per l’alimentazione L’attività che Last Minute Market svolge, consiste nello studio e nell’attivazione di procedure fiscali, igienico-sanitarie, operativo-logistiche sino alla realizzazione di un prototipo operativo. Il servizio di consulenza di LMM è rivolto alle Asl, ai comuni, alle provincie, oltre che ad imprese piccole e grandi e mercati all'ingrosso. «L'obiettivo è quello far sì che il sistema si espanda il più possibile e funzioni nella continuità – afferma Segrè -. Si basa tutto su un principio elementare: raccolgo, distribuisco e consumo tutto nel raggio di pochi chilometri, senza costi di conservazione e trasporto e senza inquinamento».


... ma loro non conoscono mia moglie!!! Da buona genovese non si butta via niente fino a quando non puzzano di morto o non sono state consumate fino all'ultimo morso... certe volte è imbarazzante aprire il frigo e trovare, ad esempio, una tazzina con 2 cucchiai di sugo di pomodoro!


Cmq meglio come fa mia moglie che lo spreco.


HASTA LA VIDA SIEMPRE


postato da: Rusesabagina alle ore 14:17 | link | commenti
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martedì, 08 aprile 2008

"mi impegno ad educare...."

Cari miei,
su Repubblica di Bologna, viene oggi riportata la notizia del battesimo del figlio del Sindaco Cofferati e della moglie (seconda?), Raffaella.
Gioisco per la possibilità che i due genitori hanno deciso di dare a questo bambino di entrare a far parte della Chiesa senza fare discorsi del tipo <<deciderà lui quando è grande>>.

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Spero però che i nostri Sergio e Raffaella sappiano anche che battezzare un bimbo rappresenta una assunzione di responsabilità da parte dei genitori, che si prendono l'impegno di educarlo alla fede, secondo il magistero della Chiesa, e di essere di esempio di fede, speranza e carità!

Spero per il bimbo, per il Sindaco e la moglie che questo battesimo effettivamente rappresenti un momento per avvicinarsi tutti insieme a Santa Romana Chiesa... nonostante tutto!

HASTA LA VIDA SIEMPRE

postato da: Rusesabagina alle ore 09:37 | link | commenti
categorie: il caffè del mattino
lunedì, 07 aprile 2008

Metti un venerdì sera con la Lista Pazza

Resoconto di Christian Rocca sulla serata milanese della lista pazza di venerdì 4 Aprile

Le idee della lista pazza in tour

Sì Juno, no Alitalia, qualche urlo, tanta gente e vita nella sala francescana

Milano. Milano pochissimo da bere. Venerdì sera. Centro Rosetum, metropolitana Gambara. Ospite dei frati francescani, arriva in città la lista pazza contro l’aborto. Sala stracolma, posti solo in piedi. Sul palco ci sono una decina di candidati, due donne, due gemelli, un ex dirigente di Lotta continua, un pannelliano bergamasco, un cantante sanremese. Ore 21. Giuliano Ferrara entra dal retro, scortato, provato dai precedenti impegni di campagna elettorale, ma felice. Fuori c’è un grande schieramento di polizia, a tamponare una ventina di giovani e meno giovani dei centri sociali che lanciano prezzemolo su chi entra al Rosetum. Tra i tanti cori possibili, i contestatori scelgono “assassini, assassini”. Urlato da un gruppo pro-abortisti e rivolto a chi non vorrebbe interrompere le gravidanze, non è niente male.
La gente che entra nella sala francescana – persone normali, facce sorridenti, molti ragazzi, il radicale storico Lorenzo Strik Lievers in bicicletta – non capisce: “Assassini? Ma perché urlano assassini?”, dice una signora al marito.
I fotografi sono a caccia di immagini forti, ma non succede niente. I giornalisti – poco interessati alle cose che si dicono sul palco – si lamentano di non avere niente da scrivere. In sala, dopo una canzone con testi anti aborto, si comincia. Paolo Sorbi è arzillo come ai tempi delle assemblee studentesche. Paola Bonzi racconta la sua esperienza alla Mangiagalli e commuove con le storie di tutte quelle ragazze che ha aiutato a non abortire. Lei non fa nascere bambini, fa nascere mamme.
Poi parla Ferrara. Spiega perché non è lui a essere strano, malgrado si diverta a definire la lista “pazza”. Quelli strani, dice, sono gli altri, indifferenti alla sorte degli ex nascituri burocraticamente chiamati “rifiuti ospedalieri”. Il direttore di questo giornale parla di “Juno”. Lo racconta nei dettagli e se la prende con i giornali acrobaticamente impegnati a negare che il film parli di una ragazzina che sceglie di non abortire. Dopo una decina di minuti, un giornalista alza gli occhi dal taccuino e chiede a un collega: “Ma di che film sta parlando?”. E l’altro: “Boh”.
Ferrara continua con Umberto Veronesi, Barack Obama e Lietta Tornabuoni, brave persone a cui capita di dire enormità. Veronesi, candidato Pd, è il guru in camice bianco che fa compiere alla nostra società il salto culturale dal “sesso senza figli” di trent’anni fa, ai “figli senza sesso” della moderna tecnoscienza. Obama dice che, in caso di “incidente”, non vorrebbe che le sue figlie “fossero punite con un bimbo”. Tornabuoni dà di “pervertiti” ai sostenitori pro life di Juno che godono a vedere il “corpo deformato dalla gran pancia della gravidanza”.
La gente applaude. Nel foyer, il candidato Maurizio Crippa si scola una pinta di birra. Ferrara dice che in Italia c’è un pregiudizio anti cattolico. A quel punto prima una, poi un’altra contestatrice si alza e, a voce alta, dice civilmente a Ferrara che “non siamo strani noi, sono strane le persone con le sue idee” e qualcosa di poco chiaro sull’Iraq. Ferrara replica con “Viva Verdi”, si compiace di averle convinte perlomeno fino a quel momento e sospetta che abbiano ceduto al solo citare il cattolicesimo. Il direttore del Foglio propone un piano nazionale per la vita, promette “privilegi” di legge alle donne in attesa di un bambino e ripete che non vuole abrogare la 194, per quanto sia una legge infame, ma applicarla in tutte le sue parti, non dimenticandosi che il titolo della legge è “Norme per la tutela sociale della maternità” prima ancora di “interruzione della gravidanza”. Ferrara chiude con la Ru486, la chiusura del cerchio della cultura abortista, un “veleno chimico” che indurrà le donne ad abortire da sole, clandestinamente, con una pillolina ingerita tra il tinello e il bagno di casa, lontane da medici e soprattutto da gente pericolosa come Paola Bonzi che potrebbe, non sia mai, convincerle a scegliere la vita. Applausi. Poi tutti sul palco, a salutare i candidati. Due ragazze si avvicinano a Ferrara e gli dicono: “Comunione e liberazione le vuole bene”. Fuori gridano ancora “assassini, assassini”.


HASTA LA VIDA SIEMPRE

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postato da: Rusesabagina alle ore 09:31 | link | commenti (2)
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